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1
Le interrogazioni parlamentari a risposta scritta d
i competenza
del Ministero dei beni e delle attività culturali e del t
urismo
nella XVII Legislatura
di Raffaele Galasso
*
9 maggio 2018
SOMMARIO: 1.
La funzione di controllo parlamentare:
cenni intro
duttivi
2. Le interrogazioni
parlamentari,
in particolare
quelle a
risposta scritta
3. Il ruolo degli uffici governativi: l’attività
della Presidenza del Consiglio e delle Amministrazioni
di
settore
4. La
riforma Franceschini
e
la rior
ganizzazione del Ministero dei beni e delle attività c
ulturali e
del
t
ur
ismo
5. Le
interrogazioni a risposta scritta del MiBACT nella XVII Legislatura: dati e tendenze nei principali
settori
di competenza
6. Riflessioni conclusive
.
1.
L
a funzione di controllo parlamentare: cenni introduttivi
In
Italia il
controllo
parlamentare
sul potere esecutivo
1
, pur
senza esplicita
configurazione in
Costituzione
2
,
ha
assunto una crescente
rilevanza negli ultimi decenni,
*Il presente articolo
costituisce una rielaborazione della relazione di fine
stage
svolto presso
l’Ufficio legislativo del MiBACT, con la supervisione del Consigliere del Ministro per i rapporti col
Parlamento e le relazioni istituzionali, dott. Giovanni Savini, nell’ambito del Master di II livello in
Parlamento e politiche pubbliche 20
16
-
20
17 della Luiss
School of Gove
rnment.
1
Per un inquadramento generale delle funzioni di controllo si rimanda,
ex multis
, a
M
ANZELLA
A.,
I controlli parlamentari
, Giuffrè, Milano, 1970,
passim
;
S
ICARDI
S.,
Controllo e indirizzo
parlamentare
, in
Dig.
disc. pubb.
, Vol. IV, Utet, Torino, 1989, pp. 107 e ss.
;
nonché
G
RIGLIO
E.,
I poteri
di controllo del parlamento italiano alla prova del bicameralismo paritario
, in
Il Parlamento dopo il
referendum costituzionale
.
Il Filangieri
Quaderno
2015
-
2016
,
Jovene,
Napoli,
2017
, pp. 199 e ss.
2
Particolarmente interessanti sono i tentativi, da parte della dottrina, di rintracciare un
fondamento costituzionale unitario agli atti di sindacato ispettivo, generalmente individuato nella
relazione fiduciaria tra C
amera e Governo
ex
art. 94, Cost.
, di cui il controllo è presupposto e
conseguenza. Su questo punto
vd.
L
OMAGLIO
C.,
Il sindacato ispettivo tra prassi applicative, riforma
regolamentare e diritto comparato
, in
Il Parlamento della Repubblica: organi, proced
ure, apparati,
Servizio informazione parlamentare e relazioni esterne n.9, Roma, Camera dei Deputati, Ufficio atti e
pubblicazioni, 1998, pp. 348
-
349;
C
APUTO
M.,
G
ORACCI
A.,
S
MURRA
G.,
Gli atti di indirizzo e di
sindacato ispettivo
, in
D
ICKMANN
R.,
S
TAIANO
S
. (a cura di),
Le
funzioni parlamentari non legislative e
forma di governo. L’esperienza dell’Italia,
Giuffrè, Milano, 2008, pp. 282
-
284;
A
MATO
G.,
L’ispezione
politica del Parlamento
, Giuffrè, Milano, 1968, pp. 15 e ss
.
Altri rinvengono
tale fondamento
nel potere
d’inchiesta,
ex
art. 82, Cost., o
nella sovranità popolare di cui all’art. 1, Cost.,
(Cfr.
,
ex multis
,
M
ANZELLA
A.
,
Il Parlamento come organo costituzionale di controllo
, in
Nomos
-
Le attualità del diritto
, 2017, pp.
221
-
226)
.
Un fondamento del
potere di controllo del Parlamento nei confronti del Governo, in particolare
in materia di spesa pubblica, è ora rinvenibile nell’
art. 5, comma 4,
della legge costituzionale
1/2012. Al
riguardo,
L
UPO
N
.,
Due norme costituzional
i che i regolamenti di Camera e
Senato devono ancora
attuare: l’integrazio
ne della Commissione bicamerale
per le questioni regionali e il contr
ollo
parlamentare sulla finanza
pubblica
, in
Il Parlamento dopo il referendum costituzionale
.
Il Filangieri
Qua
derno
2015
-
2016
, Jovene 2017, pp. 37
e ss.
, spec. p. 44, osserva che
nel momento i
n cui demanda
ai regolamenti di
Camera e Senato l’individuazione delle m
odalità con cui si esercita “la
funzione di
controllo parlamentare sulla f
inanza pubblica con partico
lare
riferimento all’equilibrio tra entrate e spese
nonc
hé alla qualità e all’efficacia
della spesa delle pubbliche amminis
trazioni”,
la disposizione
2
soprattutto in ragione delle evoluzioni normative che hanno interessato alcu
ni strumenti
attraverso cui
tale c
ontrollo
si esercita
,
le in
terrogazioni e le interpellanze
3
.
La consuetudine del fenomeno rogatorio era
, in realtà,
ampiamente praticata anche
nelle
fasi antecedenti la nascita dei sistemi parlamentari
. Basti pensare, ad esempio, che
già nel XIV secolo nel Regno di Castiglia i deputati della
Cortes
sottopon
evano ai re
petizioni o consigli
finalizzati all’adozione di provvedimenti e riforme
4
.
Ma è dal XVIII secolo che gli strumenti ispettivi iniziano ad
assumere la
fisionomia degli istituti oggi vigenti. In particolare, in Inghilterra, alla Camera dei
Lords
, la prima interrogazione rivolta al Governo, nella persona del Primo Ministro
Sunderland, risulta presentata nel 1721 da Lord Cowper
in occasione del
fallimento
della Compagnia dei mari del sud
5
.
Volendo ricostruire
le cause dell’
incremento
quantitativo
del
l’attività di controllo,
è ineludibile tenere in considerazione che i
governi
italiani
, sia
n
ell
e
recenti
che n
elle
più risalenti
legislature
,
hanno affinato
gli strumenti
normativi
a loro disposizione
per
orientare
i processi decisionali,
ricorrendo, in maniera più o meno reiterata,
alla
normazione delegata, alla delegificazione, ai regolamenti
6
.
Tale
tentativo
di
“auto
nomizzazione”
dalla funzione legislativa
classica,
da un lato
,
permette
al
l’Esecutivo
di
per
seguire
le proprie opzioni stra
tegiche
,
mitigando o rimuovendo
la
mediazione parlamentare
7
,
dall’altro,
ha reso i
l sindacato ispettivo
indispensabile per i
parlamentari che vogli
ono informarsi ed ottenere delucidazioni e chiarimenti
sull’attività della Pubblica Amministrazione
8
.
In altre parole, ad una
razionalizzazione del
la forma di governo
,
che avrebbe
prodotto
il rafforzamento del
continuum
Governo
maggioranza
parlamentare
,
sarebbe
corrisposto
un potenziamento delle funzioni non legislative, di indirizzo e di controllo,
delle Camere
9
.
rappresenta la prima
esplicita emersione nel nostro ordinamen
to costituzionale di una vera e
propria
“funzione di controllo parlamentare”
. Cfr. d
ello stesso autore,
La revisione costituzionale della disciplina
di bilancio
, in
Costituzione e pare
ggio di bilancio. Il Filangieri
-
Quaderno 2011
, Jovene, Napoli, 2012,
pp. 119 e ss.
, e
G
RIGLIO
E
.
,
Il “nuovo” c
ontrollo parlamentare sulla finanza pubblica: una sfida per i
“nuovi” regolamenti
parlamentari
, in
www.osservatoriosullefonti.it
, 2013, n. 1,
pp.
6
e
ss.
3
D
E
M
ICHELI
C.,
Il controllo parlamentare nel modello maggioritario: strumenti ed esiti
, in
Quaderno
dell’Associazione per gli studi e le ricerche parlamentari
, n.15, Giappichelli, Torino, 2004,
p. 169 e ss.
4
M
OLA
A
.,
Nascita, vita e avvenire delle interrogazioni alle Camere
, in
Montecitorio
, 11, n.3,
1957, p. 7.
5
Tra gli approfondimenti storici più min
uziosi circa la nascita dell’attività di sindacato ispettivo
si rimanda a quello operato da
H
OWARTH
P
.,
Questions in the House.
The history of a unique British
Institution
, Bodley Head, London, 1956,
pp. 2 e ss.
6
Per una più ampia ricostruzione, da diverse angolazioni analitiche, dell’evoluzione del processo
legislativo
vd.
C
ARETTI
P.,
M
ORISI
M.,
Rappresentanza politica e sindacato ispettivo nel Parlamento
italiano
, in
Quaderno dell’Associazione per gli studi e le
ricerche parlamentari
, n.16, Giappichelli,
Torino, 2005, pp. 150 e ss.
7
Ibidem.
Per un interessante approfondimento sul “progressivo spostamento del baricentro verso
il potere esecutivo”,
vd.
A
LIBERTI
C.,
Il controllo parlamentare sugli atti normativi d
el Governo: spunti
ricostruttivi
, in
D
ICKMANN
R.,
S
TAIANO
S
. (a cura di),
Le funzioni parlamentari non legislative e forma
di governo. L’esperienza dell’Italia, op. cit.,
pp. 313
-
318.
8
B
UCCISANO
I.,
Le interrogazioni e le interpellanze parlamentari
,
Giuffrè
, Milano, 1969,
p. 5.
9
Cfr.
R
IVOSECCHI
G
.,
I poteri ispettivi e il controllo parlamentare a dieci anni dalla riforma del
regolamento della Camera dei Deputati
, in
Il Parlamento del bipolarismo Un decennio di riforme dei
regolamenti delle Camere
.
Il
Filangieri
-
Quaderno
2007
,
Jovene, Napoli, 2008,
p. 201. Inoltre, come
evidenziato alle pp. 202
-
203, “l’introduzione del principio maggioritario per effetto della riforma
elettorale” nonché “la riforma del regolamento della Camera del 1997” possono essere
interpretati “come